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Usi e Consuetudini

USI E CONSUETUDINI CCIAA MILANO
aggiornati al 2010

Nell'ambito dei tradizionali compiti di regolazione del mercato rientrano sia l'accertamento di nuovi usi che la revisione quinquennale di quelli già esistenti.
Gli enti camerali hanno l'obbligo di raccogliere, accertare e revisionare gli usi e le consuetudini connessi alle attività economiche e commerciali. Tale attribuzione è stata prevista originariamente dalla legge n. 121 del 20 marzo 1910 ed è stata poi confermata dal r.d. n. 2011 del 1934.

Questa attribuzione, in merito alla quale le Camere hanno già una consolidata esperienza, rientra nell'ambito della "regolazione del mercato" e si ricollega alle stesse finalità di accertamento delle regole di equità contrattuale che oggi si intendono perseguire attraverso la repressione di clausole a danno delle parti contrattualmente più deboli e non giustificate dall'equilibrio degli interessi regolati dal contratto (così come previsto dalle nuove funzioni attribuite dalla legge n.580/93 di riforma degli enti camerali sul controllo della presenza di clausole vessatorie inserite nei contratti, sulla predisposizione di contratti tipo tra imprese,loro associazioni e associazioni di tutela degli interessi dei consumatorie degli utenti).

Gli usi sono norme giuridiche non scritte derivanti dal comportamento generale uniforme e costante osservati per un lungo periodo di tempo con la convinzione di ubbidire ad una norma giuridica obbligatoria. L'uso non può né formarsi né essere contrario al disposto della legge stessa, non può essere quindi "contra legem".

Nel nostro ordinamento giuridicogli usi sono fonte terziaria, dopo la legge ed i regolamenti: essi, comerecita l'art. 8 delle preleggi, hanno efficacia solo se espressamente richiamati,nel caso di materie regolate da leggi e regolamenti (c.d. uso "secundum legem"); gli usi sono invece fonte autonoma nelle materie non regolate da legge o regolamento (c.d. uso "praeter legem"). Quelli fonti del diritto sono esclusivamente quelli c.d. normativi (art.1374 c.c.) che si distinguono da quelli c.d. negoziali o contrattuali (art. 1340 c.c.), i quali hanno la funzione di integrare e di interpretare i contratti.

La revisione degli usi è quinquennale ed avviene per tramite di una Commissione Provinciale e di diversi Comitati Tecnici.

Il Presidente della Commissioneè un magistrato di qualifica non inferiore a Consigliere d'Appello ed è designato dal Presidente della Corte d'Appello.

Della Commissione fanno parte rappresentanti delle Associazioni di categoria, degli Ordini professionali ed esperti giuridici. Per ogni settore viene costituito un appositoComitato Tecnico composto di persone designate dalle Associazioni di categoria e dalle Associazioni dei consumatori. Le funzioni di segretario sono disimpegnate da un funzionario camerale.

La registrazione degli usi si articola in diverse fasi delle quali la pubblicazione rappresenta il momento conclusivo, dalla quale discende la possibilità di utilizzare la raccolta dei fatti e dei comportamenti registrati come fonte di diritto senza necessità di dimostrazione del caso concreto; "fino a prova contraria", come recita l'art. 9 delle disposizioni sulla legge in generale.

La Camera di Commercio di Milano nel realizzare la raccolta degli usi ha sempre cercato di uscire dalla dimensione provinciale, aprendosi al mercato nazionale ed estero, affrontando e, quando opportuno, assorbendo fenomeni, prassi contrattualie comportamenti non agevolmente inseribili negli schemi normativi offerti dalla legislazione. Le raccolte degli usi in tema di leasing, factoring, franchising non solo hanno permesso di preparare il terreno agli interventi normativi, ma hanno contribuito direttamente al disegno della nuova disciplina codicistica, come ad esempio è avvenuto a proposito della cessione dei crediti d'impresa (factoring) regolati con norme specifiche solo con la legge 21 febbraio 1991, n. 52.

La Camera di Milano raccoglie e registra oltre agli usi normativi quelli negoziali. Ciò fa in modo che la raccolta rappresenti un termometro sensibile della realtà economica nuova che da molti anni caratterizza la Provincia di Milano.

Al momento del suo insediamento, la Commissione Usi della Camera di Milano ha deciso di realizzare nel prossimo futuro la complessa e delicata revisione dell'intera Raccolta. Ha perciò programmato di intensificare sia l'attività di accertamento che quella di revisione degli usi, consapevole anche del fatto che nella precedente revisione si era deciso di aggiornare, su suggerimento del Ministero dell'Industria,Commercio e Artigianato, solamente alcuni settori ritenuti prioritari.

La Commissione Usi ha anche deciso di rivedere gli usi recepiti in precedenza alla luce della nuova normativa in tema di clausole vessatorie e di altre normative di origine europea, dal momento che gli stessi potrebbero essere divenuti iniqui o contra legem. La Commissione, poi, pur conservando i tradizionali compiti, ha deliberato di monitorare e registrare i nuovi orientamenti negoziali che iniziano ad essere seguiti dagli operatori mercantili della provincia, sebbene non ancora consolidati in uso (ad esempio in materia di multiproprietà e multimedialità), al fine di ottenere la fotografia degli aspetti principali del mercato e di effettuare anche concrete proposte agli organi istituzionali della Camera di Commercio.

Attualmente sono all'esame della Commissione e del Comitato Tecnico gli usi in materia di prodotti fotografici.

Sono stati appena revisionati quelli sulle lavanderie, sulla vendita di cani e soggiorno a pensioni nei canili, sugli immobili, sul credito e sul credito al consumo. Quanto prima, poi, si procederà ad accertare quelli in tema di Internet providers. 

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